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MIROS Associazione Culturale - Scicli
Earth Hour Wwf, 1,3 miliardi al buio per la salute del nostro pianeta PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosario Blandino   
Lunedì 25 Marzo 2013 17:01
Da La Repubblica - ROMA - Il via è stato dato come sempre, dall'Australia. Poi, pian piano, si è passati da tutte le laritudini. Il Wwf ha spento le luci per il bene dell'ambiente: è "L'Ora della Terra - Earth hour", e in tutto il mondo alcuni dei luoghi più simbolici sono rimasti al buio per un'ora, dalle 20,30, e a seconda dei fusi orari hanno disegnato una grande 'ola' contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale. Molti i monumenti coinvolti nel mondo: dalla cupola di San Pietro a Roma all'Empire State Building a New York, alla porta di Brandeburgo a Berlino, al Cremlino a Mosca, alla torre Eiffel a Parigi, alla Table Mountain di Città del Capo e alle cascate del Niagara. I Paesi coinvolti sono stati oltre 150: tra questi, per la prima volta Palestina, Tunisia, Galapagos, Suriname, Guyana Francese, St.Helena e Rwanda. In Italia l'appuntamento, con il megainterruttore del Wwf, c'è stato a piazza di Spagna alle 19. Nel nostro Paese poi si sono spente le luci in più di 280 comuni. Tra i monumenti storici, il David di Michelangelo a Firenze (ma anche Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, Palazzo Strozzi), la basilica di San Francesco ad Assisi, i portici palatini di Torino, la Torre di Pisa, la mole Antonelliana, l'Arena di Verona, Piazza del Plebiscito a Napoli, Piazza Maggiore a Bologna, le mura di Lucca, la Fontana Maggiore di Perugia, a Milano la Scala e Castello Sforzesco si accenderanno di candele.Le imprese partner del Wwf che hanno risposto all'appello di Earth hour sono Unicredit, Sofidel, Dodo, Auchan, I Provenzali, Berendsohn, Mutti.L'Ora della Terra 2013 ha ricevuto il patrocinio del ministero dell'Ambiente, del ministero per i Beni culturali, del ministero dello Sviluppo, della rappresentanza in Italia della commissione Europea, oltre che di Roma Capitale.
 
Rifiuti Zero PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosario Blandino   
Mercoledì 20 Marzo 2013 09:06
L'Associazione Culturale MiRos organizza una conferanza-dibattito su quel che dovrebbe essere il corretto smaltimento dei rifiuti, dal titolo: SCICLI UNA CITTA' A RIFIUTI ZERO: UTOPIA O REALTA'? L'evento si terrà a SCICLI - VENERDI' 22 MARZO 2013 - ORE 19.00 PRESSO L'EX CAMERA DEL LAVORO. RELATORE: DOTT. CHIM. DANILO PULVIRENTI - SEGRETARIO ASSOCIAZIONE RIFIUTI ZERO SICILA.  Siete tutti invitati a partecipare.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Marzo 2013 09:18
 
La requisitoria dell'Ocse contro l'Italia. "L'ambiente non è considerato una priorità" PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosario Blandino   
Martedì 12 Marzo 2013 10:39
Da La Repubblica - UN PESO della burocrazia sproporzionato, un regime fiscale pesante e incapace di scoraggiare gli inquinatori, la sottovalutazione della green economy, il dimezzamento in 5 anni dei fondi all'Ambiente. E' dura la requisitoria dell'Ocse sulle politiche ambientali italiane. Alcuni dei mali denunciati sono condivisi da altri Paesi, ma in Italia il contrasto tra le potenzialità del sistema economico e i risultati ottenuti è particolarmente forte. "All'ambiente è stata assegnata una priorità relativamente bassa nella maggior parte dell'ultimo decennio", si legge nel rapporto Ocse. "Di conseguenza, la politica ambientale italiana è stata caratterizzata da frammentazione e la sua formulazione è stata dettata soprattutto dall'emergenza, con un orizzonte temporale di breve termine".Anni di impegni presi, rinnegati, corretti all'infinito hanno impedito di creare "un contesto stabile e favorevole agli investimenti in materia ambientale, generando inutili costi amministrativi". E la politica della mannaia indiscriminata non ha portato lontano. Il bilancio del ministero dell'Ambiente è stato ridotto del 48% tra il 2006 e il 2011 e sono previsti ulteriori tagli del 20% per il periodo 2011-2014. Ma invece di eliminare gli sprechi si è chiusa una fonte che alimentava settori economici importanti.Le imprese della green economy hanno reagito in maniera dinamica riuscendo a contenere il danno: "Le domande di registrazione di brevetti per tecnologie legate all'energia da fonti rinnovabili sono aumentate più rapidamente che le domande di brevetti per tutti gli altri tipi di tecnologie". In particolare nel campo dell'energia rinnovabile ci sono stati investimenti pari a 21 miliardi di euro nel 2011, con un aumento del 43% rispetto all'anno precedente. "Gli incentivi", continua il rapporto, "hanno portato a uno straordinario incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e hanno incoraggiato la crescita e l'occupazione nel settore. Nel complesso, nel 2010 le energie rinnovabili hanno rappresentato circa il 10% del consumo finale lordo di energia, in aumento rispetto al 2005 (meno del 5%). L'Italia potrà quindi raggiungere l'obiettivo del 17% di energie rinnovabili sul consumo finale lordo di energia fissato per il 2020. Un progresso così repentino, tuttavia, ha comportato costi sempre più elevati".La green economy ha rappresentato una spinta vitale che ha contenuto il peso della crisi economica e ha permesso di abbattere le emissioni serra del 9% tra il 2000 e il 2010, ma è stata mortificata dalla mancanza di capacità di programmazione e di certezze delle regole. Ad esempio l'efficienza energetica delle auto continua a migliorare e l'Italia ha già raggiunto l'obiettivo comunitario, previsto per il 2015, di una media di 130 grammi di CO2 per chilometro per le macchine di nuova immatricolazione. Ma per i veicoli commerciali il miglioramento è stato molto più lento anche a causa dei vantaggi fiscali sui carburanti di cui godono gli autotrasportatori: chi inquina di più paga di meno. Le tasse automobilistiche non prendono in considerazione i livelli di emissione di CO2 e quelle sui camion non sono legate a criteri ambientali.Allarme anche sul fronte dell'acqua. Il cambiamento climatico  -  ammonisce l'Ocse  -  renderà ancora più grave lo stress idrico che già colpisce l'Italia. Aggiungendo l'inquinamento delle acque si ottiene un  quadro preoccupante: oltre un terzo dei fiumi e dei laghi e l'11% dei corpi idrici sotterranei non raggiungeranno gli obiettivi di buono stato ecologico fissati dalla direttiva europea per il 2015.
 
Trasporto su gomma, i costi ambientali: in Italia danni per 15,5 miliardi di euro PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosario Blandino   
Venerdì 01 Marzo 2013 10:23
Da La Repubblica - ROMA - Con buona probabilità il prossimo governo nascerà attorno a pochi punti programmatici più che su un'alleanza politica. E dall'Europa oggi arriva un suggerimento. Il trasporto su gomma, sovvenzionato con fondi pubblici, produce solo in Italia danni per 15,5 miliardi di euro. Quasi la metà di questa cifra viene dai camion che, nel nostro paese, movimentano una percentuale anomalmente alta di merci. I dati sono contenuti in un rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente. Secondo l'Aea nel complesso l'inquinamento atmosferico causa 3 milioni di giorni di assenza per malattia e 350 000 morti premature in Europa. Il solo costo sanitario dell'inquinamento prodotto dai mezzi pesanti  è pari a 45 miliardi di euro.Un problema che la direttiva Eurovignette 2011 ha provato ad arginare stabilendo il modo in cui gli Stati possono incorporare nei pedaggi per le strade di scorrimento e le autostrade i costi sanitari derivanti dall'inquinamento atmosferico. In questo modo si possono incamerare le entrate per migliorare la rete del trasporto sostenibile senza incidere sulla fiscalità ordinaria.  "Le economie europee fanno affidamento sulle lunghe distanze per il trasporto di merci", afferma Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Aea. "Ma per fare bene i conti bisogna calcolare anche il costo nascosto, pagato in anni di salute precaria e vite perse. Un costo particolarmente elevato per coloro che vivono lungo le maggiori vie di trasporto europee".La relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente rileva che, pur essendo l'inquinamento atmosferico diminuito in modo significativo negli ultimi anni, il problema resta acuto in alcune parti dell'Europa, compresa la pianura padana. Le emissioni di scarico provenienti dai motori a gasolio infatti sono state recentemente etichettate come cancerogene dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.L'impatto sanitario ed economico potrebbe essere ridotto con un pacchetto di interventi articolato. Il primo passo consiste nell'aumentare la quota di merci trasportata su ferro e su nave. Il secondo nel passare da autocarri euroclass IV e V a mezzi nuovi che provocherebbero il 40-60% di costi esterni in meno. La relazione sottolinea il fatto che facendo pagare alle compagnie di trasporto i danni ambientali e sanitari si incentiverebbero tecnologie più nuove e più pulite."In un governo di cambiamento una drastica revisione delle politiche di trasporto dovrebbe avere un ruolo importante", ricorda Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. "Secondo i dati del rapporto Pendolaria di Legambiente sull'autotrasporto sono piovuti dal 2000 al 2012 oltre 5,4 miliardi di euro in un paese dove il trasporto merci è dominato, con oltre il 90%, dalla gomma. Gli incentivi riguardano fondi diretti al sostentamento del settore, sconti sui pedaggi autostradali, riduzioni sui premi Inail e Rca, deduzioni forfettarie non documentate. In totale una media di circa 500 milioni l'anno. Potrebbero essere spesi meglio".
 
Quell'ambiente così in basso in agenda. La politica risponde all'ecotelegramma PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosario Blandino   
Lunedì 25 Febbraio 2013 11:33
Da Repubblica.it - ROMA - "Dite qualcosa di ambientalista: green economy, paesaggio e agricoltura di qualità sono scomparsi dalla campagna elettorale". L'appello era stato lanciato in un ecotelegramma da un cartello di 14 associazioni e aziende: da Last Minute Market, l'associazione contro lo spreco che ha promosso l'iniziativa, a Cai, Fai, Federazione pro natura, Greenpeace, Legambiente, Touring Club, Wwf; da Libera e Gruppo Abele, che hanno raccolto 120 mila firme per la petizione contro la corruzione "Riparte il futuro",  a Slow Food e Aper; da Alce Nero a Eataly. E, nell'ultima settimana di campagna elettorale, all'interno dei partiti qualcuno ha battuto un colpo.Il primo a reagire è stato il Pd. "La riconversione in chiave ecologica per noi è una priorità", assicura Stella Bianchi, responsabile ambiente del Partito democratico. "Partendo da alcune azioni concrete, come la semplificazione delle procedure per le fonti rinnovabili, un progetto di riqualificazione ambientale degli edifici pubblici e l'aumento della quota di riuso dei materiali che vengono dalla raccolta differenziata, si può fare molto e in fretta per il rilancio dell'economia"."Per la verità il vuoto in campagna elettorale è ancora più ampio di quello denunciato", aggiunge Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. "Non si parla di ambiente perché non si parla di futuro. Prevalgono polemiche rivolte al passato e al tatticismo degli schieramenti. Ma se non si avrà il coraggio di scommettere su un modello produttivo e sociale più avanzato e innovativo il paese affonderà".Anche Sel, che ha la parola ecologia anche nel nome, è scesa in campo con decisione. Vendola a più riprese ha sottolineato la questione ambientale come dirimente e Monica Frassoni, verde storica e candidata in Lombardia, aggiunge: "L'eco indifferenza del governo Monti e l'anti ambientalismo del governo Berlusconi contrastano con gli umori che si colgono nella campagna elettorale vera, quella fatta parlando con le persone: avere in tavola cibi buoni e sicuri, aprire la luce senza svenarsi e senza inquinare l'ambiente, trovare un posto di lavoro che ormai viene in prevalenza dalla green economy. Queste sono le priorità".Anche nel centrodestra c'è chi ha risposto all'ecotelegramma.  Ognuno, naturalmente. con la sua interpretazione. Per Roberto Menia, ex sottosegretario all'Ambiente confluito nella coalizione della lista Monti,  la green economy è una spinta mondiale e l'Italia ha tutto l'interesse a utilizzarla, ma "all'interno del mondo ambientalista c'è chi sa dire solo no, opponendosi anche all'espansione delle linee ferrate che pure diminuiscono l'impatto ambientale del trasporto".E l'ex ministro dell'Ambiente Pdl Stefania Prestigiacomo aggiunge: "Il nostro governo si è tanto battuto per le aree marine protette e per i parchi. Ora ci accusano perché il presidente Berlusconi aveva parlato di un nuovo condono edilizio. Ma il condono non è in contrasto con la materia ambientale: le aree protette sarebbero in ogni caso escluse. Non sarebbe un condono vecchio stile. Semmai un piccolo condono: l'ipotesi era una misura limitata, tanto per mettere ordine in zone come la Campania dove le case abusive non si riesce mica ad abbatterle".Dunque all'ecotelegramma la politica ha risposto. Gli elettori hanno uno strumento in più per decidere. 
 
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